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Intervista ad Agnese di I’ll B right back

Non mi era mai capitato finora di parlare con qualcuno che abitasse in Nuova Zelanda, ma grazie alla travel blogger Agnese, che si è trasferita lì a viverci, ho colmato questa lacuna.

Ne ho approfittato per farle qualche domanda e scoprire come fa a tenere un blog così ricco di argomenti come I’ll B right back (notare il gioco di parole con “bright” che significa luminoso).

Ne è nata un’intervista piuttosto lunga, corredata da foto che Agnese mi ha gentilmente concesso che riguardano luoghi sensazionali, dateci un’occhiata e visitate il suo blog!

Secondo te qual è il ruolo dei travel blog oggi? Sono utili solo per i consigli di viaggio o sono anche un modo per raccontare le proprie esperienze in modo originale?

Credo che un travel blog possa essere utile sotto molteplici aspetti. Con un blog di viaggi si può (e, secondo me, si dovrebbe) dare consigli, informazioni utili e aggiornate, piccoli trucchi, itinerari, dettagli da non sottovalutare…però tutto questo deve essere trasmesso attraverso il filtro della propria personale esperienza. Se non mettiamo un po’ di noi stessi nel nostro blog, cosa lo distingue da una normale (e un po’ distaccata) guida turistica?

Quindi, per me, il blog di viaggi ideale è quello che mischia dati utili e pratici a esperienze, aneddoti, racconti e riflessioni personali. Va da sé che, per essere un travel blogger, devi amare scrivere e condividere con gli altri le proprie esperienze e le proprie passioni! Io non so ancora se definirmi travel blogger, ma di sicuro questi requisiti non mi mancano.

Hai visitato 24 Paesi e hai vissuto in 4 nazioni diverse. Cosa diresti a qualcuno che non è mai stato all’estero per invogliarlo a partire?

Sydney vista da Agnese di I'll b right back
Sydney, Australia

Quanto spazio ho per dire tutte le cose che vorrei dire a riguardo?
Io sono una grandissima amante dell’Italia, e il mio blog è nato anche un po’ per aiutare me stessa e gli altri a scoprire le bellezze del nostro amato/bistrattato Paese. Però andare all’estero (ovunque: da oltre confine all’altra parte del mondo) ci aiuta inevitabilmente ad allargare i nostri orizzonti.

Entrare a contatto con altre culture, scoprire tradizioni e costumi, osservare attentamente come la gente del luogo parla, si muove, si approccia alla vita di ogni giorno: tutto questo ci aiuta a capire qualcosa di più non solo del mondo ma anche, di riflesso, del nostro Paese e di noi stessi. Lo so che sembrano solo frasi fatte, eppure io, se ripenso alla mia vita, mi rendo conto che i più grandi insegnamenti che ho recepito e i più grandi miglioramenti di me stessa e del mio modo di pensare…sono avvenuti grazie al Viaggio. Sarà un caso?

Vivi in Nuova Zelanda, un Paese di cui non si parla spesso in Italia. Mi dici 3 cose che lo rendono un posto unico e da visitare assolutamente?

Intervista ad Agnese di I'll b right back
Nuova Zelanda

Per innamorarsi della Nuova Zelanda basterebbe una sola motivazione: i suoi paesaggi. Non ho ancora avuto modo di girarla bene, ma è bastato poco per capire che è vero, la natura in questo Paese è davvero qualcosa di straordinario. È selvaggia, è perfetta, è la padrona indiscussa a cui l’uomo può solo adeguarsi. In uno spazio così ristretto si trovano mare, oceano, vallate, montagne, ghiacciai, deserti, laghi, sorgenti termali, fiordi, isole, foreste: tutto l’inventario naturale possibile è qui!

Oltre a questo, sono contenta di essere qui perché ho modo di scoprire la cultura e lo stile di vita neozelandese. Pensavo fosse molto simile a quello australiano, e per molti versi lo è; ma qui hanno un modo di fare particolare, un vivere la vita come viene, in modo non studiato e calcolato, senza troppi problemi; un accogliere il diverso a braccia aperte, ma senza dedicargli troppe attenzioni: le formalità sono assolutamente inutili! Ecco, quando penso al detto “vivi e lascia vivere”, penso alla Nuova Zelanda.

E infine, questo è il Paese perfetto per chi è appassionato di 4 cose in particolare: gli animali, gli sport estremi, il Signore degli Anelli e il rugby!

Come scegli gli argomenti per la tua rubrica #wetravelweshare?

Agnese travel blogger
USA

#wetravelweshare è una rubrica nata solo un paio di mesi fa, ma era nella mia testa già da tanto tempo.

Per me la condivisione è importantissima nella vita, e non poteva quindi mancare nel mio blog! Per questo ho deciso di pubblicare, una volta al mese, le fotografie che altri blogger di viaggio o “semplici” viaggiatori mi inviano, corredate da un testo e inerenti al tema da me scelto per quel mese.

Ma come lo scelgo il tema? Proprio non lo so, non c’è un meccanismo particolare. Ho già in mente alcuni temi che sono in qualche modo inerenti al mese a cui li abbino (ad esempio, settembre come “nuovo inizio” mi ha fatto subito pensare alle porte), ma più generalmente mi faccio trasportare dalla voglia che ho di aspettare con trepidazione certi tipi di foto!

Su un foglio ho già segnato una ventina di argomenti: segno che, volendo, sarei a posto per un paio d’anni. Spero solo che i miei amici blogger (vecchi e nuovi) continuino a seguirmi in quest’avventura!

Quanto è importante conoscere le lingue straniere per viaggiare? Se ti va, lascia un consiglio in base ai tuoi studi e alle tue esperienze.

Agnese in Australia
Australia

Per me è importantissimo. Forse non ci pensiamo mai, ma la lingua parlata è un fattore fondamentale della cultura di un certo Paese, al pari della gastronomia tipica, delle tradizioni e dello stile di vita. Mi piace sempre imparare qualche parola della lingua locale, così come mi perdo a osservare cartelli, annunci e insegne pubblicitarie scritte in quella lingua.

Mi rendo conto che sia una “deformazione professionale” dovuta ai miei studi e alla mia enorme passione per le lingue straniere…però credo che il rispetto della lingua locale, dei modi di dire e del codice linguistico di un Paese dovrebbe essere imprescindibile per chiunque.

Il mio consiglio è quello di partire con una conoscenza davvero base (ma proprio base base, cioè giusto qualche parola o frase) della lingua parlata nel Paese verso cui si sta viaggiando. Anche se non sei portato per le lingue oppure ti fanno proprio schifo, non è un grande sacrificio imparare qualche parola e usarla durante un viaggio. Ma sai che bello sentirsi dire ciao, buon giorno, scusa e grazie nella propria lingua?

Lo sforzo che noi viaggiatori dovremmo fare in questo senso non sarebbe niente in confronto ai sorrisi e alla gratitudine che i locali ci mostrerebbero per aver provato ad andare loro incontro. 🙂

Agnese di I'll b right back in Toscana
Agnese in Toscana

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