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Intervista a Roberta Longo di Infoturismiamoci

Sono un lettore piuttosto assiduo di Infoturismiamoci, perciò è stato naturale pensare a una chiacchierata online con Roberta Longo, blogger di viaggi, giornalista e Social Media Manager che ha ideato questo blog circa 6 anni fa.

Le sue risposte sono ricche di spunti e di consigli che credo possano fare comodo a tutti, non solo a chi tiene un blog. Prima di lasciarvi alle parole di Roberta vi ricordo che è anche una food blogger (leggete i suoi post nella categoria food e vi verrà l’acquolina in bocca!) e raccomando di leggere il suo reportage dall’Iran, uno dei più completi che mi sia capitato di leggere.

Scrivi sul tuo blog da più di 6 anni, perciò ti chiedo: avevi dei punti di riferimento quando hai iniziato? Altri travel blogger, scrittori di viaggi, reporter…

Sono cresciuta con Byron, Kerouac e Chatwin, tre istituzioni della letteratura di viaggio, non proprio punti di riferimento ma sicuramente fonte di infinita ispirazione.

Da sempre e viaggiare è nel mio DNA: un giorno ho semplicemente unito queste due passioni. Senza pensarci troppo, senza un’idea precisa su quello che doveva essere, ho iniziato a scrivere e non ho più smesso. In 6 anni Infoturismiamoci è cambiato tantissimo e tanto ancora cambierà, è cresciuto con me arrivando ad assomigliarmi sempre di più.

A 20 anni sceglievo le mete in base alle offerte Ryanair: trovavo il volo più economico, prenotavo, partivo, fotografavo ogni piatto assaggiato e al ritorno pubblicavo il tipico post “10 cose da mangiare a …”. Oggi, a 30 passati, ogni meta è pensata e fortemente voluta: parto con il pensiero di concedermi totalmente alla destinazione e torno con un miliardo di impressioni che spesso riesco a sintetizzare solo nei miei famosi pensieri ad cazzum. Prima erano le capitali europee, oggi Balcani e Medio Oriente, domani chissà.

 

Intervista a Roberta Longo di Infoturismiamoci

Foto Roberta Longo a Malta Photo Credit Francesca Tammarazio aka @memesullaluna

Cosa rende un post su un viaggio davvero utile per il lettore, a tuo parere?

Il lettore attraversa due fasi. La prima è quella dell’ispirazione: naviga alla ricerca di stimoli, esperienze e vissuti su una determinata destinazione. Cerca i cosiddetti “racconti di cuore”, quelli scritti a caldo durante o subito dopo un viaggio.

La seconda fase è quella operativa, in cui cerca itinerari, consigli e indirizzi. Un post davvero utile per il lettore dovrebbe contenere un 50% di ispirazione e un 50% di utilità. Certo è che chi scrive dovrebbe ricordare che su un blog si arriva alla ricerca di “chicche” e non di informazioni da guida turistica.

Hai scritto molto della Puglia, la tua regione. L’Italia ha un grande bisogno di essere raccontata in modo originale, secondo te i blog sono uno strumento sempre valido per promuovere una destinazione?

Assolutamente sì. È indubbio che l’insider riesca a raccontare la propria terra meglio di qualunque altro e a portare alla luce angoli spesso sconosciuti ai più. Da una parte c’è l’amore e il legame con il territorio, dall’altra l’oggettività di chi vive la destinazione 365 giorni l’anno evidenziandone pregi e difetti. I blog, con quel tono fresco e personale, contribuiscono senza dubbio a una sana – e non filtrata – promozione dell’Italia.

Baia-Verde

Foto Puglia Baia Verde Gallipoli

Che suggerimento daresti a chi si occupa di turismo a livello istituzionale?

È evidente come gran parte dei potenziali turisti passino in primis dalla rete, ed è proprio qui che bisogna concentrare le energie: essere presenti in modo continuativo e creativo, offrire contenuti di qualità e votati all’utilità. È importante anche pensare a dei progetti articolati che si avvalgano del contributo dei cosiddetti “influencer”, fondamentali per trasformare una destinazione in un vero e proprio brand.

Ti occupi anche di food blogging e dai spesso suggerimenti su specialità gastronomiche: c’è un piatto o una pietanza che hai scoperto in questi anni e che consigli di provare a ogni costo?

brik piatto tipico tunisino

Foto Brik

È ormai famoso il mio incondizionato legame con il fritto, e quindi sì, anche questa volta non posso esimermi da una proposta 100% fritto. In Tunisia ho scoperto il brik, una leggerissima sfoglia fritta triangolare farcita con patate lesse, tonno, capperi e un uovo, il cui tuorlo durante la frittura rimane totalmente liquido. Un milione di calorie in un boccone solo, ma ne vale davvero la pena.

Cosa diresti a chi comincia adesso a scrivere di viaggi?

Direi le stesse parole un po’ a tutti quelli che iniziano a scrivere, che si tratti di travel, food o fashion: scrivete prima per voi, poi per chi vi legge; “scrivere tanto per” non ha mai portato nulla di buono. Differenziatevi, cercate il vostro stile, il vostro tono, la vostra nicchia. Non siate approssimativi, ovvero, offrite ai lettori testi e immagini di qualità, di mediocrità ce n’è già abbastanza. A occhio e croce direi che questi sono i primi ‘comandamenti’ da seguire.

Quale errore dovrebbe evitare assolutamente un buon travel blogger nel raccontare le proprie esperienze?

Intervista a Roberta Longo di Infoturismiamoci

Foto Roberta Longo in Iran

Un buon travel blogger dovrebbe essere semplicemente sincero con i suoi lettori: rispettata questa regola ‘morale’ direi che difficilmente potrà cadere in errore.

Piccolo appunto-consiglio: spesso si ha la tendenza a curare in maniera maniacale le relazioni online con gli addetti ai lavori (altri travel blogger, influencer, enti del turismo) a discapito delle relazioni con fan e follower non appartenenti a questa ristretta cerchia: a mio parere, niente di più sbagliato. Il lettore prima di tutti, sempre.

Ringrazio di cuore Roberta per il tempo che mi ha dedicato e per la gentilezza con cui ha risposto a tutte le mie curiosità. Su www.infoturismiamoci.com trovate tutti i suoi articoli.

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