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Intervista a Silvia Demick di The Food Traveler

Se non conoscete ancora The Food Traveler, il blog di Silvia Demick, vi consiglio di rimediare subito: io ho trovato sempre parecchie informazioni utili, inoltre la considero una travel & food blogger davvero competente, perché scrive con la stessa passione di cosa vedere nelle città che visita e quali cibi assaggiare per conoscere la vera identità di ogni popolo.

Ho avuto il piacere di scambiare un po’ di idee con Silvia, che molto gentilmente ha risposto alle mie domande e mi ha consentito di proseguire in questa mia “rubrica” di interviste ad altri blogger.
Le sue opinioni sono come sempre originali e interessanti, perciò lascio la parola a Silvia e vi auguro buona lettura!

Nei racconti dei tuoi viaggi non mancano mai consigli su cosa fare e cosa assaggiare, con attenzione alle specialità locali. Vorrei sapere se sei il tipo di viaggiatrice che organizza tutto prima di partire (anche i posti dove andare a mangiare), o se decidi quando sei sul posto.

Clam chowder
Clam chowder, piatto tipico a Seattle

Dipende un po’ da quanto conosco il posto in cui devo andare, ma in linea di massima non parto mai senza aver fatto una ricerca sui posti in cui vorrei mangiare. Per esempio ad Avignone – città che non conoscevo – sono arrivata con una top ten dei locali che mi interessavano.

Una volta a destinazione ho chiesto consiglio alla proprietaria della Maison d’Hôtes, che ha aggiunto almeno un paio di nomi, aiutandomi a eliminare i ristoranti dove avrei potuto fare a meno di mangiare. E i suoi consigli si sono rivelati ottimi. In altri casi, se conosco bene la destinazione e ci sono dei ristoranti dove mi piace tornare, allora prenoto prima di partire per non dover sperimentare la delusione di arrivare fino lì e sentirmi dire che non c’è posto.
Quando sono stata a New York l’ultima volta, la sera del mio compleanno volevo assolutamente mangiare al Blue Smoke, uno dei ristoranti della città che mi piacciono di più, così ho prenotato quasi un mese prima della partenza!

Ad agosto tornerò a Londra, dove non posso pensare di non mangiare al St. John Bread & Wine di Spitalfields: è un locale piccolo, per cui ho già prenotato la scorsa settimana per non rischiare di non trovare posto.

In ogni caso, credo che sia sempre utile prima di partire fare qualche ricerca per scoprire quali sono i posti migliori dal punto di vista del cibo, un po’ come si fa per gli alberghi.

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Foto @ St. John Bread & Wine

 

A proposito di food blogging: c’è un piatto o una pietanza che hai scoperto in questi anni e che consigli di provare a ogni costo?

Una volta a un mio amico hanno domandato quale fosse il suo cibo preferito: dopo averci pensato un po’, ha risposto che il suo piatto preferito è la curiosità. Mi ritrovo molto in questa risposta, nel senso che mi piace provare quello che mangia la gente del posto. D’altra parte viaggiare non è forse scoprire un paese anche grazie alle sue tradizioni gastronomiche?

Purtroppo nemmeno in questo caso ti so dare una risposta univoca, anzi, se penso a paesi diversi mi vengono in mente tanti piatti che ho assaggiato e che consiglierei. Quando vado in Scozia non posso rinunciare all’haggis, a Seattle mangerei in continuazione clam chowder, mentre in Norvegia si deve assolutamente provare il geitost, un formaggio a forma di cubo di colore marrone. Se invece sono a casa in Piemonte, non posso fare a meno di un piatto di tajarin al sugo di salsiccia di Bra, o ancora di una generosa porzione di bagnetto verde.

Se qualcuno che non è mai stato in Italia ti chiedesse un consiglio su dove andare per un itinerario da “foodie” e tu dovessi scegliere solo una città o regione, cosa gli suggeriresti?

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Foto Langhe © The Food Traveler

La mia regione non teme competizione quando si tratta di cibo! Il Piemonte, e in particolare le Langhe e il Roero, sono stati inseriti dal New York Times tra le 52 destinazioni da vedere nel 2016.

Oltre a rendermi orgogliosa della mia “terra natia”, questo riconoscimento internazionale forse riuscirà a far conoscere un po’ di più una regione che è ricchissima non solo dal punto di vista del paesaggio e della storia ma anche per quanto riguarda la gastronomia. È qui che si producono vini come il Barolo, il Barbaresco, il Dolcetto, l’Arneis e il Pelaverga. E non manca il buon cibo, come ho già accennato prima: si va dalla battuta al coltello, carne di vitello tagliata grossolanamente e servita cruda; alla bagna cauda, una salsa a base di aglio e acciughe; ai tajarin serviti con una grattata di tartufo bianco.

Tutto questo si può provare in una delle tante osterie che si trovano tanto nei piccoli paesi di collina quanto nelle città più grandi, o ancora nelle innumerevoli gastronomie. Il Piemonte forse è ancora una destinazione poco nota, che poco alla volta si sta facendo conoscere a livello internazionale.

Intervista a Silvia Demick di The Food Traveler
Foto Sentiero Rocca Creusa © The Food Traveler

Qual è la tua top 3 delle mete che vorresti visitare al più presto?

Se dovessi scegliere tre posti in cui non sono ancora stata ma dove mi piacerebbe andare direi l’Islanda, il Canada, la Slovenia. L’Islanda perché adoro il freddo e dopo aver visto Norvegia e Svezia vorrei andare ancora più a nord. La Slovenia perché è relativamente vicina a casa mia (circa sei ore di macchina): ci sono passata senza fermarmi e ultimamente ne ho sentito parlare molto bene, ed è una destinazione che mi incuriosisce.

Il Canada perché una volta ci sono andata vicinissima – meno di 90 miglia – ma non ci sono potuta arrivare: da allora ho questo rimpianto di non aver messo piede in un paese che dal punto di vista del paesaggio deve essere spettacolare.

Quale, invece, a tuo parere è una destinazione troppo sottovalutata o poco nota che merita un viaggio?

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Foto Ristorante Stern © The Food Traveler

Rimango vicino a casa: Svizzera. Qui da noi viene un po’ snobbata: perché è uno di quei posti di cui uno pensa “tanto è vicina, ci vado quando voglio”, e poi si finisce per scegliere altre destinazioni all’apparenza meno noiose. Forse il preconcetto è che la Svizzera sia un paese noioso, e poco entusiasmante. Io ho “scoperto” questo paese da un paio di anni e cerco di tornarci appena posso: i paesaggi sono spettacolari, e le grandi città sono allo stesso tempo internazionali e a misura d’uomo. Per non parlare del cibo: se si fa attenzione a evitare i ristoranti “trappole per turisti” dove servono cibo adattato al gusto degli italiani, si trovano tante piacevoli sorprese. Se dovessi elencare alcuni dei piatti migliori dell’ultimo anno sceglierei sicuramente quelli che ho mangiato a Lucerna, al ristorante Stern, oppure a Morges, a La Table d’Igor: in entrambi i casi ho provato ottimi piatti della tradizione svizzera.

Tutte le foto, eccetto quella del ristorante St. John Bread & Wine, provengono dal blog The Food Traveler, per gentile concessione di Silvia Demick.

One Comment

  1. Grazie Alberto per avermi ospitata! È sempre piacevole fare quattro chiacchiere – sia pur virtuali – con altre persone che condividono interessi simili. Buona giornata, Silvia.

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