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La Formula 1 e la crisi dei piccoli team

La Formula 1 2017 sarà profondamente diversa da quella degli ultimi anni: quello più epocale è senza dubbio la fine del regno di Bernie Ecclestone, che da qualche settimana non è più ufficialmente il deus ex machina della Formula 1.

Gli appassionati di motori e gli addetti ai lavori sperano che questo cambio al vertice dopo davvero tanto tempo possa significare una nuova era per la Formula 1, uno sport che sembra decisamente in crisi, come confermano diversi fattori, primo fra tutti la disaffezione dei telespettatori a livello globale, i quali sembrano preferire decisamente la MotoGP alla Formula 1.

Tuttavia, in attesi dei cambiamenti che sembrano necessari per rivitalizzare questo sport, si deve registrare la fine ingloriosa di un’altra scuderia, ovvero la Manor.

La Manor lascia ufficialmente la Formula 1

Si può dire che la prima grande novità del 2017 della Formula 1 non sia la scelta della Mercedes per sostituire Rosberg, ma l’ufficialità del fallimento della Manor, che quindi non sarà al via della nuova stagione.

Questo epilogo era nell’aria e nessuno è rimasto stupito, visto che fin dal suo ingresso nel mondo della Formula 1, ormai 8 anni fa, la sua è stata una parabola in costante discesa.

La Manor è infatti passata di mano svariate volte, non riuscendo mai ad iniziare un serio progetto sportivo ed ha dovuto anche affrontare la terribile perdita di Jules Bianchi.

Con il suo fallimento cala il sipario su un’avventura in F1 che non ha mai regalato soddisfazioni e quel che è peggio ora vi sono 212 persone che hanno perso il lavoro e che dovranno cercare una nuova collocazione nel circus della F1 o in altre realtà meno remunerative.

La Manor è sintomo di qualcosa che non va in F1

Se è vero che probabilmente nessuno tra chi segue la Formula 1 sentirà la mancanza di una scuderia come quella inglese, che in questi anni di partecipazione alle corse ha saputo conquistare come massimo risultato un nono posto proprio con Bianchi nel 2014, risulta però innegabile che la sua fine ingloriosa sia una spia di qualcosa che in Formula 1 non va come dovrebbe. novità del 2017 della Formula 1

La Manor infatti è solo l’ultima tra le piccole scuderie che hanno popolato il circus in questi anni a sparire dopo poco tempo dal suo approdo in questo mondo e a farlo senza lasciare minimamente traccia del suo passaggio.

Alcuni commentatori hanno affermato, giustamente, che la Manor è l’ultimo simbolo della impossibilità per i piccoli team e quelli privati di sopravvivere dignitosamente in Formula 1.

Uno sport ormai solo per grandi industrie?

La lista delle piccole scuderie scomparse in questi anni è lunga e comprende anche marchi storici come la Lotus, che dopo un paio di stagioni di buon livello ha subito un tracollo tecnico-finanziario.

Vi sono poi altre scuderie, come la Virgin, la Caterham e la HRT, che sono passate come una chimera nel circus, confermando che oggi se non si hanno gruppi industriali alle spalle non è possibile correre in Formula 1.

Tuttavia chi ha acquisito il controllo del circus deve essere conscio del fatto che questo sport ha bisogno delle piccole scuderie, luoghi dove far crescere spesso i campioni di domani e non solo.

Inoltre, la presenza di scuderie di questo tipo e minimamente competitive renderebbe lo spettacolo decisamente più interessante. Sicuramente la Liberty Media dovrà mettere mano alle regole relative alla distribuzione degli introiti e non solo, per garantire la presenza non soltanto dei top team.