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Caratteristiche di un Dominio

Quando si parla di ottimizzare un sito, grazie anche all’attività di un Consulente Seo o in proprio, spesso ci si dimentica di lavorare su alcuni parametri fondamentali, che permettono ad un sito di poter esser posizionato in prima pagina nei motori di ricerca.
Vediamo i principali fattori che rendono un dominio autorevole.

DA: Domain Authority

La principale caratteristica di un dominio è rappresentata dalla sua autorità, ovvero dal Domain Authority. Ma in cosa consiste questo parametro, e che cosa rappresenta?
Questo parametro prende in considerazione l’intero sito e tutto quello che vi è al suo interno: domini, sub domini, link ed altro vengono tutti calcolati, così come ovviamente viene calcolata la loro importanza, ovvero il numero di visite che lo stesso sito, nel suo complesso, riesce ad ottenere.
Considerando che questo è un parametro logaritmico, un valore accettabile sulla classica scala da zero a cento è rappresentato da un valore pari a 35-40: questo significa che il sito viene preso molto in considerazione, e con le giuste modifiche sarà possibile aumentare questo valore.
E’ anche facilmente intuibile come ovviamente sia molto più semplice passare da un valore basso ad un alto rispetto che da uno alto ad uno basso: il livello di Domain Authority subirà un veloce passaggio ad esempio da un valore pari a trenta, ad un valore pari a quaranta, mentre sarà molto più complesso farlo passare da ottanta a novanta.
L’inserimento dei propri dati personali, del numero di link autorevoli e soprattutto anche il tempo di presenza del sito sul web sono tutte variabili che permettono a questo parametro di aumentare e diminuire: un piccolo errore dunque potrebbe far crollare a picco questo semplice valore molto importante.
Bisogna anche sottolineare che la facilità di Google nel trovare quel sito, attraverso una parola chiave, permette a tale valore di aumentare notevolmente.

PA: Page Authority

Ad affiancare l’autorità del dominio vi è anche l’autorità della pagina, altro valore molto importante di un dominio.
Che differenza vi è tra questi due valori?
In questo caso, i link, immagini, visite e qualsiasi altra informazione, riguarda solo ed esclusivamente quella pagina presa in considerazione, e non tutto l’insieme: è quindi probabile che una pagina, che magari viene realizzata in maniera più accurata e con dei link migliori abbia una PA maggiore rispetto ad un altra, realizzata magari in maniera approssimativa.

PR: Page Rank

Altro valore veramente importante, e che si discosta leggermente dagli altri due, riguarda il Page Rank, ed in questo caso, come nel precedente, viene presa in considerazione solo ed esclusivamente una pagina di un determinato sito web.
Vi è però una differenza rispetto l’autorità della pagina: il page rank infatti prende in considerazione quante visite generano i vari link presenti sul web che portano coloro che navigano su internet in quella determinata pagina.
Ad esempio, condividendo un link sui profili social, che rimanda ad una determinata pagina di un sito web, sarà possibile calcolare il page rank in base alle visite ricevute proprio da quel link condiviso: è quindi facilmente intuibile come le reazioni umane, ovvero il numero di click, siano determinanti per poter calcolare questo valore, che parte da zero fino ad un massimo di dieci punti.
Maggiori poi saranno i link condivisi che rimandano a quella pagina, maggiore sarà il valore che Google attribuirà a quella pagina, permettendogli di divenire maggiormente visibile sul web.

Che stiate svolgendo personalmente questa attività o con l’aiuto di un consulente seo, non dimenticate di monitorare questi parametri.

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Il web marketing al tempo della SEO

Parlare di web marketing oggi significa perlopiù parlare di SEO, cioè di ottimizzazione sui motori di ricerca (questo vuol dire la sigla tradotta dall’inglese) o, per dirla ancor meglio, far sì che il proprio sito risulti in prima pagina sul motore di ricerca per eccellenza, e cioè su Google.

Del marketing si valorizza un aspetto, la ricerca dei clienti – pur targettizzati – dimenticando una serie di elementi che hanno fatto invece la storia della disciplina, e in particolar modo la comunicazione, che nelle prime riflessioni sul web marketing aveva assunto una caratterizzazione originale e innovativa.

Rispetto alla classica comunicazione di marketing adatta ai mass media, e cioè rapida, essenziale, emotiva, fatta di slogan, adatta a catturare un pubblico indifeso e poco attento, una comunicazione stupida (anche se fatta in modo estremamente intelligente) fatta per un pubblico ingenuo. E una comunicazione sempre uguale a se stessa, indifferenziata, adatta a bisogni di massa. Il web avrebbe introdotto, era questa la speranza, una modalità comunicativa più lenta, ma più articolata, più ricca di suggestioni e di approfondimenti, utile a instaurare un rapporto tra venditore e cliente, una relazione continuativa e ripetuta. Tutto questo è ancor vero, e se l’ottimizzazione è indispensabile per arrivare al cliente, non è sufficiente per vendergli qualcosa, per questo bisogna riscoprire la qualità comunicativa insita nelle vecchie idee del web marketing.

La fase di ottimizzazione per essere correttamente posizionati e poi per essere selezionati tra i tanti che affollano la rete è indispensabile, ma una volta risultati tra i primi nella SERP prodotta dal motore di ricerca si è solo alla prima fase del marketing, il cliente a questo punto va convinto con un’articolazione del marketing mix (il prodotto, il prezzo, la comunicazione e la distribuzione) che richiede competenze e abilità diverse. Un buon sito produce risultati di vendita solo e quando non solo viene rilevato come primo tra gli altri siti da Google (o tra i primi), ma anche se ha un’offerta ben strutturata e ben comunicata, con il giusto prezzo, con la giusta politica di distribuzione e con i servizi necessari a trasformare un sito normale in un sito eccellente.